Spese postali per i condòmini

Mancando riferimenti certi circa il modo di attribuzione delle spese, ci si affida alle sentenze dei giudici, ma anche qui vi sono pareri contrastanti, ecco due esempi:

L'individuazione della notevole entità delle spese, agli effetti del comma quarto dell'art. 1136 cod. civ. , deve ritenersi affidata alla discrezionale valutazione del giudice di merito, rispetto alla quale il criterio della proporzionalità tra spesa e valore dell' edificio, e la ripartizione di tale costo tra i condomini, configurano non un vincolo, bensi' un ulteriore ed eventuale elemento di giudizio, nel senso della possibilità per il giudice di tenere conto, nei casi dubbi, oltre che dei dati di immediato rilievo, cioè dell' ammontare complessivo dell' esborso occorrente per la realizzazione delle opere, anche del rapporto tra tale costo, valore dell' edificio ed entità della spesa ricadente sui singoli condomini.
Le spese postali sopportate dal condominio, anche se relative all'invio della corrispondenza a singoli condomini, attenendo alle spese di amministrazione del condominio, vanno ripartite tra tutti i condomini, in base alle tabelle millesimali e non, invece, imputate «ad personam».
Trib. di Napoli, 29/11/2003, n. 12015

"SPESE POSTALI PER LA CONVOCAZIONE DELL’ASSEMBLEA Il Collegio giudicante del Tribunale di Genova (21 Gennaio 1993) ha sostenuto con una sentenza che le spese postali di spedizione dell’avviso di convocazione dell’Assemblea debbano correttamente essere escluse dal conto generale di gestione del condominio, in quanto rispondono piuttosto all’interesse individuale dei condomini destinatari dell’avviso di convocazione dell’Assemblea."
 

 

 

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